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domenica 1 febbraio 2009

Mrgherita Davì



Galleria Roma
via Maestranza 110
96100 Siracusa
ARTISTA IN PERMANENZA
Margherita Davì
Nata a Siracusa il 22 Dicembre del 1980 ,fin dall’infanzia dimostra una particolare predisposizione al disegno ed una spiccata sensibilità cromatica .Inizia il suo percorso artistico-formativo nel 1994 presso l’Istituto religioso delle Figlie di Maria Ausiliatrice a “Siracusa” dove frequenta un corso di formazione professionale di ceramica ed uno di mosaico ciascuno della durata di 2 anni ,qui’ consegue i titoli di “Ceramista” e “Mosaicista” .Durante gli studi per diventare mosaicista ,si accorge che nella realizzazione delle opere musive i suoi “assemblaggi” sono pittorici ,i passaggi cromatici graduali ,da ciò ha inizio la necessità di esprimersi attraverso un linguaggio diverso ,più libero da schemi ,che le permettesse di fondere i colori anzicché accostarli .Nel 1999 decide quindi di iscriversi all’Istituto Statale d’Arte “A. Gagini” di Siracusa ,dove intraprende il corso di decorazione pittorica e studia le diverse tecniche pittoriche :l’acquerello ,la tempera ,l’olio ,l’affresco ,studia discipline plastiche ,disegno dal vero ,storia dell’Arte .I primi anni di questo percorso sono segnati dall’Amore per il “bello” e per la pittura Rinascimentale ,prediligendo infatti una pittura figurativa ,legata alla realtà .In seguito si ritroverà orientata più su una pittura gestuale dalla pennellata sicura e dai colori vivaci ,ma non perderà comunque l’amore per il figurativo che rimarrà sempre una costante nelle sue opere ,infatti proverà a fodere l’astratto e il figurativo e a spaziare dal surrealismo di Dali’ all’astrattismo gestuale di Pollock .
Consegue il Diploma di Maturità di Maestro d’Arte nel 2004 con il massimo dei voti 100/100 e lode .Le opere attuali sono caratterizzate da una ricerca spirituale ,e da una libera espressione dell’anima..


Esperienze artistiche

Nel 2001-2003 partecipa al concorso di pittura “Premio Archimede” (CRAL-ONLUS) classificandosi al 2° posto .

Nel 2003 partecipa alla manifestazione “dal Bello al Bene” presso l’unità di medicina interna dell’Azienda Ospedaliera “Umberto 1°” di Siracusa .

Nel 2004 partecipa alla manifestazione “una goccia per la vita” FRATRES di Cassibile classificandosi al 2° posto .

Nel Marzo 2004 partecipa alla manifestazione Donne : arte , artigianato e cultura (A.N.D.IT) .

Nel Marzo 2004 partecipa al progetto : ”Come vedo l’Arte Russa” organizzato dal Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

Nell’ottobre 2008 partecipa all’estemporanea di Pittura “Premio Reimann” dove si classifica al 1° posto .

Nel Dicembre 2008 partecipa alla mostra di pittura “Natale in Galleria”presso la Galleria Roma di Siracusa

sabato 14 giugno 2008

Le morbide figure
di Gianfranco Bevilacqua
Gli scultori amano sfidare lo spazio; a volte lo chiudono dentro le forme e a volte lo allontanano, altre volte ancora lo spingono dentro i corpi fino a imprimere dinamismo alla materia. In ogni caso si dice che la scultura sia essenzialmente una forma chiusa o aperta nello spazio o, se preferite, uno spazio tagliato dalla materia.Gianfranco Bevilacqua conosce bene questo giuoco di vuoti e di pieni e imprime alle sue sculture una flessuosità e una morbidezza di linee che ci riportano da un lato alla scultura classica e dall’altro al dinamismo della concezione futurista.I corpi in movimento, le membra protese al cielo, i corpi allungati e vuoti, le vesti che si aprono in larghe pieghe che modellano le forme, tutto è mosso dall’aria che entra in queste sculture e pare che uno spirito creatore, soffio vento turbine, dia vita all’informe materia che si fa figura fluttuante nello spazio.Sono figure in creta monocroma, da 50 a 60 centimetri di altezza, di un marrone caldo, colore della terra, di una serena eleganza, belle da vedersi e da girare da tutte le parti. Sono generalmente corpi femminili, forse perché i nudi e i seminudi femminili meglio si prestano alla rappresentazione della linea morbida e flessuosa; e sono anche sculture originali, nuove nel panorama dell’arte della creta che siamo abituati a vedere.Bevilacqua ha realizzato anche cristi e presepi, cavalli e alberi, rocce e mantelli, oltre alle figure umane; in tutto l’artista vede movimento e azione. Bisogna dire che vi si trovano, in questa scultura, le grandi lezioni stilistiche del novecento: si è parlato di futurismo per la concezione stessa dell’opera ma come non vedere nelle forme ondose e ardite che si alzano nello spazio il disegno dell’arte concettuale e di quella astratta, o l’essenza stessa di un espressionismo che parte dall’incoscio e diventa rappresentazione del mondo onirico dell’artista?E come non rilevare lo stretto connubio che s’instaura fra materia, forma e messaggio in quelle statuine i cui corpi sono l’evoluzione stessa dei vestiti o viceversa, e la morbidezza della creta impasta con estrema libertà nature morte e vive, in un disegno fantastico di linee curve che aprono e chiudono intriganti spazi fra le forme circolari ?Bevilacqua è un poeta della creta e possiede uno stile maturo e armonico, fortemente espressivo e suggestivo. Egli teorizza la libertà assoluta della forma anche se condizionata dalla figura; ritiene che la realtà sia un continuum di forme che s’incastrano e si trasformano e che nulla abbia contorni definiti e netti; ci suggerisce un mondo di grande immaginazione, di fascinosi percorsi; crea suggestioni forti anche quando rappresenta figure dolorose e tenta una possibile poetica della bellezza. Tuttavia la lacerazione e il male fanno capolino da alcuni tagli misteriosi che di tanto in tanto feriscono le forme leggiadre e rompono l’armonia della circolarità che si stende sopra le figure. E l’immanente segno del dolore con il quale ogni cosa che vive deve confrontarsi.
Corrado Di Pietro