domenica 22 luglio 2012

galleriaRoma artecontemporanea

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Lo Iacono, Finocchiaro e Failla,


 vincitrici della VI edizione del Premio

 “Ninfa Galatea Lido dei Ciclopi” di Acitrezza

Presso il Piccolo Refettorio della Biblioteca “Ursino Recupero” diretta da Rita Carbonaro, ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione della VI edizione del Premio “Ninfa Galatea Lido dei Ciclopi”, nel corso della quale sono stati resi noti i nomi dei premiati e il programma della manifestazione che sì terra venerdì 27 luglio, alle 19.30, al Lido dei Ciclopi di Acitrezza, bene ambientale confiscato alla mafia e gestito dallo Stato tramite un amministratore finanziario, il dott. Giuseppe Giuffrida, avrà luogo la cerimonia di premiazione della VI edizione del “Ninfa Galatea Lido dei Ciclopi”, premio ideato e promosso da Enzo Zappulla, presidente dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano. La giuria, composta da Gabriella Alfieri, Fulvia Caffo, Rita Cinquegrana Gari, Elena Ciravolo, Sarah Zappulla Muscarà, ha assegnato quest’anno il Premio per la letteratura alla scrittrice-magistrato Simona Lo Iacono, per il romanzo “Stasera Anna dorme presto” (ed. Cavallo di ferro); per la musica a Carmen Failla, per il cinema a Donatella Finocchiaro. Valentina Ferrante leggerà brani del romanzo premiato che sarà sorteggiato fra i presenti. La manifestazione, condotta da Anna Pavone, sarà aperta dall’intervento di Giovanni Salvi (Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Catania) sul tema “Ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel ventennale delle stragi”. Inoltre la serata sarà arricchita di interventi musicali, proiezioni e spazio anche all’“IsolaPoesia” con Tiziano Broggiato, Yolanda Castaño, Fabrizio Dall’Aglio, Lina Maria Ugolini. Fra gli obiettivi del Premio, diffondere la cultura della legalità, mediante la promozione del libro e della lettura, e valorizzare uno degli scorci più suggestivi della Riviera Ionica, lo storico Lido dei Ciclopi, nella seconda metà del secolo scorso luogo di ritrovo dei maggiori artisti. Non a caso il premio consiste nell’acquisto dei libri dei premiati che, come di consueto, verranno donati alle biblioteche, agli enti e agli istituti culturali cittadini. Ricordiamo infine che nelle precedenti edizioni sono state premiate Renata Colorni, responsabile editoriale de I Classici Mondadori e direttore della collana I Meridiani, Mirella Serri per “I Redenti” (Corbaccio), la stilista-artista Marella Ferrera, la scrittrice Simonetta Agnello Hornby per “Vento scomposto” (Feltrinelli), Caterina Maugeri Costanzo, marketing manager di Archigen, il critico cinematografico Irene Bignardi per “Americani. Un viaggio da Melville a Brando” e “Le cento e una sera” (Marsilio), le attrici Mariella Lo Giudice e Ida Carrara, gli studiosi Pedro Luis Ladrón de Guevara e Zosi Zografidou.

domenica 3 giugno 2012

Galleria Roma Siracusa Comunicato Stampa



Galleria Roma Siracusa Comunicato Stampa

Galleria Roma Siracusa Comunicato Stampa

Galleria Roma Siracusa Comunicato Stampa

Galleria Roma Siracusa

galleriaRoma


piazza San Giuseppe 1/2/3

Siracusa



DONNA E ARTE

a cura di Giuseppina Martinez



Giovedì 7 giugno ore 18,30





Il rapporto Donna e Arte, dalla Preistoria al primo ‘900, rappresenta un vissuto culturale contrassegnato da numerosi punti oscuri, che trovano le sue ragioni da una parte nel rapporto interpersonale Uomo-Donna e dall’altra in quello di modelli culturali e sociali dove alla donna è spettato sempre il ruolo prioritario di sorella, madre, compagna o soggetto ispiratore di bellezza. In un tale rigido contesto è stato difficile alla donna acquisire la consapevolezza di Sé in campo artistico. Le nuove conquiste culturali in campo sociale ma soprattutto la dimostrazione scientifica che la creatività artistica non ha nessun legame con il sesso, ha incoraggiato uno sviluppo più armonico nel vissuto creativo Donna e Arte.





Giuseppina Martinez è nata a Floridia, vive a Catania, è laureata in Scienze Naturali e in Medicina e Chirurgia ed è impegnata nella ricerca nell’ambito della Ingegneria biomedica e rigenerazione tessutale; insegna Anatomia Umana nel ruolo di Professore Associato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia e in numerose Scuole di Specializzazione. In campo artistico, che ha curato da autodidatta, è apprezzata dai critici per il suo stile libero da suggerimenti di scuola e voglioso di esprimere nelle sue opere la natura psicologica delle forme, proponendo un rapporto innovativo tra il soggetto e lo spazio, affidando a linee di luce “il destino delle direzioni e dei percorsi”. Nella sua recente produzione, che converge anche nell’arte digitale, le forme e i colori si caricano di essenzialità e di insolite tonalità che tendono a staccarsi dalla tela come luce sull’ombra in uno spazio adimensionale. Fondatrice dell’”ISTOART”, l’artista coniuga l’arte alla scienza di cui si occupa.

In campo artistico, hanno scritto su di lei diversi critici d’arte tra i quali Mario Meozzi, Eliana Conti, Angela Grasso, Fortunato Orazio Signorello. Ha in attivo 30 mostre circa, tra collettive e personali, in campo nazionale ed internazionale. Il suo ultimo catalogo, “Logiche creative” a cura di Fortunato Orazio Signorello, è edito da Krtitios Ed.2007







Galleria Roma Siracusa

lunedì 23 gennaio 2012

AUTORITRATTO DI UNA CITTA'


Informazioni per i partecipanti
Il progetto si intitola “autoritratto di una città” ed è una mostra fotografica dinamica e interattiva.

dinamica perché le fotografie in esposizione si alternano di continuo ad altre secondo il materiale giornalmente presentato dai partecipanti
interattiva perché è solo il pubblico che può esporre i propri lavori ed essere allo stesso tempo fruitore e artista
front desk sportello presso cui registrarsi e presentare i supporti che contengono i file digitali (pen drive, cd-rom, dvd-r ecc). il personale che visiona e seleziona il materiale al front desk è identificato con cartellini di riconoscimento che ne indicano anche la competenza (fotografo, grafico, pittore, critico d’arte..altro)
la partecipazione è gratuita.
Gli autori partecipanti possono presentare le fotografie solo dopo aver effettuato la registrazione al front desk.
Le fotografie dovranno riguardare il tema della città di siracusa attraverso ogni aspetto originalmente interpretato, dal paesaggio al reportage cittadino, dal ritratto ambientato alla ricerca personale ed ogni altra idea in cui si possa individuare una connotazione della città.
Il materiale da sottoporre all’attenzione del front desk della mostra è ammesso solo in formato digitale. non sono accettate né visionate stampe cartacee. sono ammesse le lavorazioni digitali in post-produzione.
Le fotografie selezionate saranno stampate in tempo reale nei modi e nei formati che la direzione artistica della Galleria Roma riterrà adottare per il migliore allestimento espositivo.
Le fotografie selezionate possono essere utilizzate anche per le proiezioni video nel corso della mostra e pubblicate sul sito web www.galleriaroma.it
Il front desk per la visualizzazione, la selezione e la stampa delle fotografie sarà attivo presso la sede di galleriaroma – Siracusa – Piazza S. Giuseppe, 2, dalle ore 17,00 di sabato 4 febbraio alle ore 20,30 di venerdi’ 24 febbraio 2012
tutti i giorni dalle 17,15 alle 20,15.
Tutto il materiale selezionato farà parte dell’album/raccolta fotografica “autoritratto di una città – siracusa 2012” di proprietà di galleriaroma. le fotografie selezionate rimarranno comunque acquisite in formato digitale e cartaceo nell’album dell’evento insieme ai dati dell’autore.
Il materiale fotografico può essere inviato anche per e-mail al seguente indirizzo autoritrattosiracusa@gmail.com
La mostra verrà inaugurata venerdì 24 febbraio alle ore 18,30 presso la galleria roma – siracusa piazza S. Giuseppe, 2 .

info
– tel 0931.66960
- 338.3646560 (corrado brancato)
– 339.5082586 (enzo monica) -
347.4218241 (salvatore zito) –
galleriaroma@gmail.com
www.galleriaroma.it

lunedì 2 gennaio 2012

" La vita ,l'universo e quant'altro"





galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa


La vita, l’universo e quant’altro…conversazione di Corrado Spatola Giovedì 12 gennaio ore 18,30, nei locali della Galleria Roma - Piazza San Giuseppe 2 - Siracusa

Il lavoro del fisico puro consiste normalmente nell’interpretare e descrivere i fenomeni naturali in termini matematici. Questi -come tali- sono inopinabili, riproducibili, verificabili ovvero soddisfano le condizioni dettate dal metodo cartesiano universalmente riconosciuto nella sua scientificità.
Ma se esistessero delle leggi nella natura nell’ambito delle quali ricadono le azioni umane ( dalla semplice vita di ogni giorno alle decisioni fondamentali nell’arco del nostro vissuto …) si scontrerebbero col nostro “libero arbitrio” ? Conoscerle avrebbe un risvolto pratico? E, soprattutto, esistono veramente queste leggi? Quante e quali sono e quale può essere il loro limite?
Questi argomenti saranno trattati in un incontro che vuole avere il sapore di una semplice conversazione lasciando, perciò, ampio margine di tempo agli interventi ed osservazione degli ascoltatori.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero


Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
www.galleriaroma.it

martedì 8 novembre 2011

ORTIGIA FELIX

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
Giovedì 10 novembre alle ore 18,30 a cura di Salvo Sequenzia NEL VANO TRASPARIRE 'Ortigia felix'. L'isola senza tempo nel canto dei poeti  
Questo omaggio a Siracusa e al suo cuore - l'isola di Ortigia, «isola nell'isola» - vuole essere innanzitutto un viaggio, una catabasi, una sorta di discesa agli Inferi che un viator  incantato e dolente, un uomo ferito, intraprende tra i vicoli della Mastra Rua e della Sperduta, alla ricerca della sua terra, della sua magia e del suo splendore. Ma, come un Ulisse assetato di nostos, nel delirio del ritorno, il viaggiatore approdato all'isola di Ortigia non riconosce più suoi quei luoghi che un tempo furono il 'giardino di Hamdis', un'isola dei Feaci di stordente splendore ed incanto. All'urgenza della realtà e della storia, alla necessità del ritornare a Ortigia, allora, sottentra l'urgenza della memoria, che è medicamentum e balsamo, ma anche squarcio, ferita profonda da cui sgorga la pietà mesta della poesia. Il viator diviene, dunque, peregrinus, un «nomade d'amore» che ritrova Ortigia nel canto dei poeti. Seguendo una trama invisibile, una fitta e spessa regnatela di immagini, suoni, parole e colori ordita meravigliosamente da un secolo all'altro, sin  dalle scaturigini della civiltà in cui mito e storia si intrecciando e si fondono nel verso adamantino di Pindaro, che rende omaggio all' «augusto d'Alfeo fiore di Siracusa illustre, Ortigia». La poesia, sola, conosce e sa dire al mondo il linguaggio della pietà e del conforto; sola, essa salva nella desolata vaghezza di una parola, nel modularsi dissolto di un suono, nello scoramento, la memoria ferita di un luogo e della sua storia. I poeti hanno amato Ortigia, ed hanno conservato nelle loro parole le architetture 'verticali', il labirinto musicale dello spaesamento, la malinconia del mare, l' ansia perenne della pietra, un mondo equoreo e fatato, ancipite: Giace della Sicania al golfo avanti un’isoletta che a Plemmirio ondoso è posta incontro, e dagli antichi è detta per nome Ortigia. A quest’isola è fama, che per vie sotto il mare il greco Alfeo vien, da Doride intatto, infin d’Arcadia per bocca d’Aretusa a mescolarsi con l’onde di Sicilia. E qui del loco venerammo i gran numi; indi varcammo del paludoso Eloro i campi opimi.   Nella geografia 'equorea' che Virgilio, nel terzo libro dell'Eneide, tratteggerà a sbuffi e slarghi come in un acquarello, Ortigia, colta nell'abbraccio del «Plemmyrium ondosum», è realtà d'acqua, di mito, di numinosa mescidanza. Il poeta coglie una circolarità fatale, assoluta, che si ripeterà nella tradizione poetica successiva consolidandosi come autentico topos letterario:   Calava a Siracusa senza luna La notte e l'acqua plumbea E ferma nel suo fosso appariva, Soli andavamo dentro la rovina Un cordaro si mosse dal rimoto   Nella poesia di Giuseppe Ungaretti, poeta veggente, l’abbandono e il silenzio grevi dell’ora demente accompagnano e propiziano la calata a Ortigia nel liquido fluire del tempo, in un’immagine di memoria anche borgesiana, d’un tempo che contiene tutti i tempi, un attimo ogni altro attimo. In quest’istante rapido, in quest’immensa stasi, l’uomo rivive tutta la sua vita nel gesto antico ed eterno del cordaro, custode di impenetrabili Lari. Dentro questo temenos sacro ad Artemide, nella circolarità dell'acqua che propizia una rigenerazione 'altra', data nel canto, sarà allora un rifiorire di poesia e di dolore. Nei versi preziosi della poesia araba siracusana, cogliamo, agli albori, la tragedia dello sradicamento compendiato nel diario poetico di Ibn Hamdis. E, ancora, giungendo ai nostri giorni, i versi di Turi Rovella, di Enzo Giudice, di Corrado Di Pietro e di altri poeti, restituiscono l'immagine di Ortigia nel racconto del loro nostos, nei loro  'ritorni' che non sono tra loro identici, si scrivono nella storia del luogo e la storia è sovrapposizione di strati, accumularsi di nuovi castelli su antiche rovine. Anche in questo caso dunque è la composizione di piano orizzontale e verticale,  la discesa dal piano sincronico e orizzontale a quello della storia e della memoria, verticale, ad offrire nuove chiavi di lettura. Il tempo della memoria e della malinconia è il tempo della luce 'nera' in cui si congiungono demone meridiano e notturno, di ungarettiana memoria. È il tempo di luce calcinante, ferale, che si riflette sul tufo biondo di Piazza Duomo, e di buio vorticare nel flusso degli evi che si respira nell'intrico dei vicoli della Giudecca. Luce 'nera' è, dunque, quella che accompagna la memoria e la malinconia, la ricerca e la catabasi nel ventre dell'isola; ed è luce 'bianca', luce dalla tremenda forza autenticante, la lux veritatis, ferita di luce che occhi avvezzi all’ombra non sanno sostenere, nel vano trasparire di ogni cosa. Ed è, dunque, infine, anche monito alla 'vigilanza', alla diffidenza verso opachi lucori, finte luci, vacue illusioni e pericolose menzogne che il nostro tempo propugna.  Salvo Sequenzia  
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero
 

Info
:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
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domenica 30 ottobre 2011

Galassia Internet


galleriaRoma
 piazza San Giuseppe 2
 Siracusa


 Giovedì 3 novembre ore 18,30 GALASSIA INTERNET:  per una fenomenologia delle nuove forme di soggettività a cura di Roberto Fai 


 In che modo, Internet sta cambiando la nostra vita? O l’ha già cambiata? E di “globalizzazione”– termine “ubiquitario” e vero e proprio passepartout con cui leggiamo il nostro tempo – potremmo parlarne senza far riferimento alla rivoluzione informatica? Davanti al fenomeno pervasivo del web, è possibile uscire dalla classica e carsica contrapposizione tra “apocalittici” e “integrati”? Tra la vasta letteratura sul ruolo e senso del web, di Internet, e del cyber-spazio, possiamo parlare di un “neoilluminismo”, espresso dall’avvento di una “intelligenza collettiva” (Pierre Lévy), oppure ha ragione Nicolas Carr quando si domanda se ? A partire da queste suggestioni, si cercherà di svolgere una vera e propria genealogia del “virtuale”, e di come la dimensione del tempo, della temporalità sia quasi soppiantata da una inedita dimensione spaziale

 Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

 Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

 Ingresso Libero Info: 0931/746931
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venerdì 28 ottobre 2011

Galassia Internet

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 2
Siracusa

Giovedì 3 novembre ore 18,30GALASSIA INTERNET:  per una fenomenologia delle nuove forme di soggettività a cura di Roberto Fai

In che modo, Internet sta cambiando la nostra vita? O l’ha già cambiata? E di “globalizzazione”– termine “ubiquitario” e vero e proprio passepartout con cui leggiamo il nostro tempo – potremmo parlarne senza far riferimento alla rivoluzione informatica? Davanti al fenomeno pervasivo del web, è possibile uscire dalla classica e carsica contrapposizione tra “apocalittici” e “integrati”? Tra la vasta letteratura sul ruolo e senso del web, di Internet, e del cyber-spazio, possiamo parlare di un “neoilluminismo”, espresso dall’avvento di una “intelligenza collettiva” (Pierre Lévy), oppure ha ragione Nicolas Carr quando si domanda se ? A partire da queste suggestioni, si cercherà di svolgere una vera e propria genealogia del “virtuale”, e di come la dimensione del tempo, della temporalità sia quasi soppiantata da una inedita dimensione spaziale.
  Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero
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mercoledì 26 ottobre 2011

Poiesis

galleriaRoma
Piazza San Giuseppe 2
Siracusa
  Sabato 5 novembre alle ore 19,00 l'architetto Salvatore Rapisarda presenterà la mostra di pittura POIESIS dell'artista Tomie Nomiya
scrive Salvatore Rapisarda nella presentazione critica
POIESIS
Delicata poesia di forme e colori.
Quando la delicatezza, il dettaglio, la sensibilità si traducono nel segno e nel colore. Non bisogna gridare per comunicare, basta sussurrare o entrare nella dimensione silente, stadio che concentra l’energia del divenire. Culture che si incontrano, provenienze lontane, apparentemente distanti, ma tanto vicine in un denominatore comune che ricerca la forma attraverso i luoghi, i volumi, i corpi, che rifonde i linguaggi nella poesia antropica delle culture indigene. Mi unisco all’emozione dell’amica Lucia che lega il suo pensiero alla mano dell’artista che, ubbidendo ad un animo fragile, attraversa le barriere dello spazio e del tempo. Minuzioso lavoro che evoca estetiche e poetiche, tra occidente e oriente, in cui, anche l’amico Joe legge lo specchio dell’operato interiore; ricerca che conduce a un itinerario che si evolve, con la pausa-silenzio, nella rappresentazione di tecniche e modalità esecutive. La pittura di Tomie scorre dai quartieri di Ortigia al paesaggio urbano di Ibla. Traccia con carica affettiva la fisiognomica degli amici, dei suoi cari. Tratti caratteriali, interiorità espressiva di sguardi, di gesti, posture abilmente rappresentati nella delicatezza chiaroscurale, nella pulizia delle linee, nelle armoniose proporzioni che danno vita a una ritrattistica espressiva ed emozionale. Un percorso visivo che deve condurci alla riflessione e meditazione sulle potenzialità che possiamo ricevere dal mondo interiore dell’artista.
Organizzazione e
Direzione Artistica:
 
Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero  
             Info:

 0931/66960 (orario apertura Galleria)
 cell.338/3646560
 
corradobrancato@hotmail.com
 
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lunedì 24 ottobre 2011

Melinda Miceli presenta Marina Giuffrida


galleriaRoma
piazza San Giuseppe 2
Siracusa


La galleria Roma prosegue il programma espositivo con la mostra personale di
Marina Giuffrida- presentazione critica di Melinda Miceli
Inaugurazione Sabato 22 ottobre, ore 18,30
Scrive Melinda Miceli nella presentazione:
Analizzando le opere di Marina Giuffrida ci si può inoltrare con immensa curiosità nell’ “avventura della conoscenza” onirica e figurativa di una realtà interiore complessa e multiversa nella quale soggetti diversi traspongono sfaccettature ampie di pensiero dove trova spazio il nulla ed il tutto e dove la pennellata strutturata e consapevole si alterna al quasi annullamento del segno e del colore.
Tentativi di rappresentazione di un reale che sconfinano nell’immaginario, in dipinti quelli della Giuffrida che dal figurativo moderno o figurativismo risentono di influenze della Metafisica dove la massima importanza è attribuita al sogno, all'onirico, alla dimensione dell'interiorità dell'uomo e di influenze dell’arte concettuale dove l'essenza dell'arte consiste invece nell'idea, nel concetto che precede e conforma l'opera.
Il percorso dell'idea, la riflessione teorica e filosofica, la precisazione e presentazione del processo di formazione del pensiero, l'azione linguistica, vengono a volte posti in primo piano rispetto al risultato materiale di tale azione che viene considerato come pura esemplificazione fisica del linguaggio.
Nel figurativo la ricerca spontanea di soluzioni alternative si manifesta in più direzioni prevalentemente nel segno della libertà e della sperimentazione del nuovo, svincolata da qualsiasi ancoraggio a principi precostituiti di autorità culturale o etica. La ricerca è condotta a rifondare la comprensione della realtà partendo dalla demistificazione di tutte le pratiche rappresentative e dando campo libero al pensiero per indagare l'essenza delle cose e delle relazioni tra esse.
La delicatezza del tratto e del colore nei dipinti della Giuffrida approda a esiti creativi anche simbolici dove i soggetti dipinti si prestano a interpretazioni inconsce che si rivelano però contemplative, legate a fattori fortemente culturali, con precisi legami con la tradizione dell'arte classica dove si può ravvisare la plasticità dei corpi e la simmetria dell’ordito concettuale che risente delle influenze storiche dell’arte greco-romana. L’uomo come lottatore terrestre, la donna come feritrice di fertilità ed essere divino insieme al fuoco ed alla natura costituiscono l’universo della Giuffrida, un universo da cui si dipanano pensieri stoici di dolore e di trascendenza insieme. A tratti elementi di surrealismo suggeriscono la volontà di saldare la realtà storica con quella onirica, allo scopo di liberare tutte le potenzialità espressive della natura umana.
L’acqua come arcano femminile e’ rappresentato in svariate forme: come mare,come lago sereno, come cascata, come onda, infine come vortice creativo dal quale riappare il femminile astratto, quasi come divinità di un pensiero che con immensa forza e distacco presiede alla creazione del maschile e del femminile stesso.
Nel concettuale l’acqua diventa quasi terra azzurra, formata da onde impetuose da cui “sgorga” l’albero quasi a voler indicare una fusione della terra e dell’acqua in un tutt’uno che crea la materia e la matrice concettuale di questo irrevocabile tutt’uno è sempre solo la donna il cui sguardo e’ sicuro, ma nascosto dal distacco. La prevalenza dell’indaco, il maschile sacro, come sfondo e come soggetto spalmato e’ strabordante, a indicare quasi la sacralità concettuale del momento e del soggetto fissato in uno spazio temporale indefinito e arcano dove solo la pennellata rossa può restituire il soggetto alla sua carnalità,alla dimensione terrestre, ma sempre con una certa distanza quasi da osservatore e non da attore del dipinto stesso, il cui centro emozionale rimane quasi segreto a indicare la complessità dell’universo.
La coerenza e il rigore di tale atteggiamento sfocia in distanza dai tradizionali mezzi espressivi.
Elemento di vicinanza al concettuale di questo microcosmo pittorico è infatti la poetica dell'enigma che pervade i dipinti, ossia del fenomeno non spiegabile con i soli mezzi della ragione,ma con leggi ultrafisiche della realtà che trascendono la logica ordinaria.
Ed abbandonando spesso la rappresentazione mimetica del mondo esterno la Giuffrida trova le sue ragioni nella riflessione sulle specificità della ricerca formale e della percezione visiva che coglie però l’ordito diafano dell’esistenza con coloriture di sottile ironia.
C’è un tentativo di rielaborazione in chiave creativa del pensiero psicoanalitico, determinante nel suo compito di liberazione e svelamento delle forze dell'inconscio, dei tabù e delle costrizioni che la coscienza troppo rigida impone alla personalità soprattutto nella sfera sessuale, dei veri aspetti dell'esistenza umana, per dare vita all'immediata trasposizione della fantasia sulla mano che guida il realizzarsi di queste opere d'arte. Quest’innovazione si manifesta anche nel paesaggio e nella natura morta che lascia intravvedere da una finestra il cielo, soggetto che sembra quasi schiacciare il dipinto,un cielo la cui forza ed intensità contrasta nettamente con la delicatezza cromatica del prato e che sembra piombare su di esso come ineluttabile volontà divina manifestandosi con bagliori cromatici che crea uno stacco tra i due livelli ma al contempo li unisce in un unico destino e ordito emozionale.
Organizzazione e
Direzione Artistica: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero

Info:

0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
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Melinda Miceli

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piazza San Giuseppe 2
Siracusa
La galleria Roma prosegue il programma espositivo con la mostra personale di  Marina Giuffrida- presentazione critica di Melinda Miceli Inaugurazione Sabato 22 ottobre, ore 18,30
Scrive Melinda Miceli nella presentazione: Analizzando le opere di Marina Giuffrida ci si può inoltrare con immensa curiosità nell’ “avventura della conoscenza” onirica e figurativa di una realtà interiore complessa e multiversa nella quale soggetti diversi traspongono sfaccettature ampie di pensiero dove trova spazio il nulla ed il tutto e dove la pennellata strutturata e consapevole si alterna al quasi annullamento del segno e del colore. Tentativi di rappresentazione di un reale che sconfinano nell’immaginario, in dipinti quelli della Giuffrida che dal figurativo moderno o figurativismo risentono di influenze della Metafisica dove la massima importanza è attribuita al sogno, all'onirico, alla dimensione dell'interiorità dell'uomo e di influenze dell’arte concettuale dove l'essenza dell'arte consiste invece nell'idea, nel concetto che precede e conforma l'opera. Il percorso dell'idea, la riflessione teorica e filosofica, la precisazione e presentazione del processo di formazione del pensiero, l'azione linguistica, vengono a volte posti in primo piano rispetto al risultato materiale di tale azione che viene considerato come pura esemplificazione fisica del linguaggio. Nel figurativo la ricerca spontanea di soluzioni alternative si manifesta in più direzioni prevalentemente nel segno della libertà e della sperimentazione del nuovo, svincolata da qualsiasi ancoraggio a principi precostituiti di autorità culturale o etica. La ricerca è condotta a rifondare la comprensione della realtà partendo dalla demistificazione di tutte le pratiche rappresentative e dando campo libero al pensiero per indagare l'essenza delle cose e delle relazioni tra esse. La delicatezza del tratto e del colore nei dipinti della Giuffrida approda a esiti creativi anche simbolici dove i soggetti dipinti si prestano a interpretazioni inconsce che si rivelano però contemplative, legate a fattori fortemente culturali, con precisi legami con la tradizione dell'arte classica dove si può ravvisare la plasticità dei corpi e la simmetria dell’ordito concettuale che risente delle influenze storiche dell’arte greco-romana. L’uomo come lottatore terrestre, la donna come feritrice di fertilità ed essere divino insieme al fuoco ed alla natura costituiscono l’universo della Giuffrida, un universo da cui si dipanano pensieri stoici di dolore e di trascendenza insieme. A tratti elementi di surrealismo suggeriscono la volontà di saldare la realtà storica con quella onirica, allo scopo di liberare tutte le potenzialità espressive della natura umana. L’acqua come arcano femminile e’ rappresentato in svariate forme: come mare,come lago sereno, come cascata, come onda, infine come vortice creativo dal quale riappare il femminile astratto, quasi come divinità di un pensiero che con immensa forza e distacco presiede alla creazione del maschile e del femminile stesso. Nel concettuale l’acqua diventa quasi terra azzurra, formata da onde impetuose da cui “sgorga” l’albero quasi a voler indicare una fusione della terra e dell’acqua in un tutt’uno che crea la materia e la matrice concettuale di questo irrevocabile tutt’uno è sempre solo la donna il cui sguardo e’ sicuro, ma nascosto dal distacco. La prevalenza dell’indaco, il maschile sacro, come sfondo e come soggetto spalmato e’ strabordante, a indicare quasi la sacralità concettuale del momento e del soggetto fissato in uno spazio temporale indefinito e arcano dove solo la pennellata rossa può restituire il soggetto alla sua carnalità,alla dimensione terrestre, ma sempre con una certa distanza quasi da osservatore e non da attore del dipinto stesso, il cui centro emozionale rimane quasi segreto a indicare la complessità dell’universo. La coerenza e il rigore di tale atteggiamento sfocia in distanza dai tradizionali mezzi espressivi. Elemento di vicinanza al concettuale di questo microcosmo pittorico è infatti la poetica dell'enigma che pervade i dipinti, ossia del fenomeno non spiegabile con i soli mezzi della ragione,ma con leggi ultrafisiche della realtà che trascendono la logica ordinaria. Ed abbandonando spesso la rappresentazione mimetica del mondo esterno la Giuffrida trova le sue ragioni nella riflessione sulle specificità della ricerca formale e della percezione visiva che coglie però l’ordito diafano dell’esistenza con coloriture di sottile ironia. C’è un tentativo di rielaborazione in chiave creativa del pensiero psicoanalitico, determinante nel suo compito di liberazione e svelamento delle forze dell'inconscio, dei tabù e delle costrizioni che la coscienza troppo rigida impone alla personalità soprattutto nella sfera sessuale, dei veri aspetti dell'esistenza umana, per dare vita all'immediata trasposizione della fantasia sulla mano che guida il realizzarsi di queste opere d'arte. Quest’innovazione si manifesta anche nel paesaggio e nella natura morta che lascia intravvedere da una finestra il cielo, soggetto che sembra quasi schiacciare il dipinto,un cielo la cui forza ed intensità contrasta nettamente con la delicatezza cromatica del prato e che sembra piombare su di esso come ineluttabile volontà divina manifestandosi con bagliori cromatici che crea uno stacco tra i due livelli ma al contempo li unisce in un unico destino e ordito emozionale.
Organizzazione e Direzione Artistica: Corrado Brancato
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