domenica 28 settembre 2008

Artinsieme

Galleria Roma
Siracusa
Il 4 ottobre 2008 la Galleria Roma partecipa alla
QUARTA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
assieme ai Musei AMACI e 800 luoghi d'arte contemporanea aperti gratuitamente in tutta Italia
ARTINSIEME
20 artisti a confronto
collettiva d'arte aperta a forme d'arte pittorica, scultorea.
Amore per il bello, ricerca e creatività. Questi sono gli elementi che ispirano la mostra "Artinsieme" collettiva dei soci dell'Associazione Culturale Nuova Galleria Roma. Si esibiscono ben 20 artisti, soci gia' affermati e giovani promesse, uniti tutti da un'unica ardente passione e dalla voglia di confrontarsi, conoscersi ed arricchirsi di nuove esperienze, con molta semplicità i grandi e con tanto rispetto le nuove leve.
I pittori e scultori che esporranno le loro opere sono:
Alessi Laura, Azzaro Antonino, Bialecka Anna, Carbonaro Antonella, Cascieri Fiorella, Czogala Grazyna, Cristina Claudio,Elia Aurelio, Floriddia Angela, Floriddia Francesco, Gulino Maria Teresa, Implatini Teresa, Leanza Marisa,Li Puma Salvatore, Matera Angela, Morale Corrado, Nicotra Valentina,Nobile Francesca, Sanfilippo Elisabetta, Scarnato Benito.
Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560

"Galleria Roma" Arte ed Eventi a Siracusa: VITTORINI & QUASIMODO

"Galleria Roma" Arte ed Eventi a Siracusa: VITTORINI & QUASIMODO

giovedì 11 settembre 2008

Acquarelli di Grazyna Czogala

Grazyna Czogala "Acquarelli"
20-30 settembre

Galleria Roma via Maestranza 110 Siracusa

domenica 7 settembre 2008

Alta Tansione


Galleria Roma
via Maestranza 110
Costanza Messina presenta
ALTA TENSIONE
fotografie di Vincenzo Medica
6-16 Settembre 2008

terra campo elettromagnetico natura fonti atmosfera sole progresso tecnologia attività uomo inquinamento linee elettrodotto attrezzature antenne trasmittenti ponti radio emittenti televisione cellulari apparecchi casa città impianti antenne opinione pubblica effetti rischio individuo livello frequenza esposizione collocazione sorgente tempo salute termine acqua trasformatori corrente organismo intensità soglia sicurezza ricerca prova pericolo risposta limiti nesso Insorgenza

ALTA TENSIONE è occhio d’artista che guarda al presente senza cadere nel consenso silente a ciò che non va. Il nostro paesaggio [nel mondo in Europa in Italia in Sicilia davanti quasi ogni casa], rurale o urbano che sia, è sempre più abbrutito, troppo spesso avvilito, da interferenze visive sonore mentali, disturbi al senso etico/estetico del vivere.
Di energia oggi si fa un gran parlare, sull’indipendenza energetica ci si da un gran da fare – ma indipendenza di denari o persone? Quanto siamo liberi di scegliere? Quanto siamo liberi di sapere? Nell’intricarsi di cavi fili antenne, nell’aggrovigliarsi di leggi profitti silenzi, quali effetti si hanno veramente sulla salute psicofisica delle persone? A che rischi e che prezzi giochiamo? Chi e come disegna la cornice in cui si muove la nostra vita? Fin quanto si possono estendere sguardo sviluppo salute senza intralcio?
pericolo di folgorazione è voce d’artista che trasmette dichiara ammonisce denuncia reclama. Coglie un problema e lo fa protagonista. Cava dal grigio la nota di colore. Interpreta il reale maneggiando l’interferenza trasformando l’elemento che disturba sperimentando percezioni diverse e nuove opzioni.
In questa mostra di Vincenzo Medica, l’elettrosmog è un problema che parla da sé: ambiente d’incroci e passaggi materiali e idee visibili e non visibili energie. Che sia un orizzonte o uno scorcio, il genio segna il suo tratto – trasmettitori cavi tralicci (il progresso) / rosso giallo nero (l’artista) – per raggiungere e comunicare per connettere e condividere per produrre esistenze e profitti / per rappresentare emozioni generare energie leggere reinterpretare il reale – e lo skyline di luogo in luogo diventa altro: ora tratteggiato ora attraversato ora infranto ora nascosto / ed il dettaglio di una foto – luce oggetto tono prospettiva – è rimasticazione vitale è connessione futuribile è tensione e folgorazione di energie visioni possibilità. È voler affrontare un problema e farne una chance.
Costanza Messina
Direttore Artistico Festival del Paesaggio

sabato 6 settembre 2008

Alta Tensione

Galleria Roma
via Maestranza 110
Siracusa
6 - 16 settenbre
“ALTA TENSIONE”
Mostra fotografica di Vincenzo Medica
Per Vincenzo Medica fotografare è condivisione di sensazioni è analizzare con lo sguardo di chi propone la realtà in un modo nuovo, di chi coglie l'attimo rendendolo eterno. E' recepire le energie emanate dai luoghi per trasmetterle all’osservatore.Alta tensione è la metafora dell’energia elettrica come forza vitale .Corrente tra i cavi, come sangue nelle vene. Generatori di energia come cuori pulsanti che incarnano l’assenza metafisica dell’uomo. Ci conduce tra grovigli di tralicci e grate di inferriate che scalano il cielo, in un'ascesa di sereni silenzi e di emozioni. Il rischio di folgorazione è un monito che irrompe all’improvviso, che rompe l'incanto per ricordarci la transitorietà. Una nuvola nera subito spazzata via dai colori. Cieli saturi d’amore esaltano una nuova estetica. Il rosso e il giallo, a stento contenuti all’interno della tela, sembrano andare oltre, attraversarci, ricaricandoci di energia, illuminando lo spazio attorno a noi. Le tonalità fredde ci avvolgono come un sonno rigenerante,accompagnano i nostri sogni sulle nuvole. Colori che fanno da sfondo, prevaricano, si scontrano, si armonizzano con l’immagine, fino a contenerla. Colori che raccontano l’uomo, che gridano la passione per la vita.
Salvatore Castellino
Vincenzo Medica

venerdì 18 luglio 2008

Fiore nel deserto

Galleria Roma
Siracusa

" Fiore nel deserto "
Pittura e Istallazione
di Ramzi Harrabi
19-29 luglio
Mostra personale di pittura dell'artista tunisino Ramzi Harrabi, oltre quindici tele e una istallazione dal titolo "La Barca della Morte" realizzata con i pezzi di un barcone che Harrabi ha recuperato dopo il naufragio, al largo delle coste siracusane. Per il suo impegno costante nella ricerca del dialogo interculturale Ramzi Harrabi, presidente della consulta degli immigrati, è candidato per il Premio Euromediterraneo organizzato dalla Fondazione Anna Lindh.

mercoledì 2 luglio 2008

"sirena di sicilia"

Omaggio a Rossana Maiorca
"sirena di sicilia"
ore 19,30 presentazione dell'opera scultorea di Pietro Marchese
ore 21,00 concerto eseguito da artisti lirici Sabato 5 luglio
Castello Maniace
Sala Federiciana - Siracusa
Una statua per ricordare Rossana Maiorca, la sfortunata primatista mondiale di immersione in apnea scomparsa pramaturamente nel gennaio del 2005. L’iniziativa, ideata da Cary Galeano dell’associazione Delphinus e intitolata “Sirena di Sicilia”, sarà presentata giovedì prossimo (3 luglio) con una conferenza stampa che si terrà alle 10,30 nella sala “Archimede” di via Minerva 5. Saranno presenti, oltre all’ideatore, il padre di Rossana, Enzo Maiorca, il sindaco Roberto Visentin, il presidente della Provincia, Nicola Bono, il comandante della Capitaneria di Porto, Antonino Munafò, la soprintendente ai Beni culturali, Mariella Muti, il presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, Nuccio Romano, lo scultore Pietro Marchese, il critico d’arte Paolo Giansiracusa. La statua è stata realizzata anche grazie a un contributo del Comune, concesso alla fine del 2007 dalla precedente giunta. L’opera il prossimo settembre, dopo in periodo di esposizione, sarà collocata nei fondali della riserva del Plemmirio.

domenica 29 giugno 2008

Храм Афины

Храм Афины

Как план, так и фасад были канонического типа, с уменьшением величины боковых интерколумниев. Колонны слегка расширялись в центральной части (энтазис) и имели 20 каннелюр, в то время, как эхины капителей были немного сплюснуты (этот элемент позволяет датировать возраст колонн). Наос, не имевший внутренних опор, завершался опистодомом. – Желобки, по которым стекала дождевая вода, были выполнены в форме свирепых львиных морд, в то время, как позолоченный щит на восточном фронтоне (виа Рома) служил указателем для моряков, прибывавших или уезжавших из Сиракуз.

Перевод с итальянского Ольги Соловей


sabato 28 giugno 2008

Salvatore Zito e Fedrica pistritto

Salvatore Zito & Federica Pistritto in Concerto

venerdì 27 giugno 2008

Храм Афины

Храм Афины

Как план, так и фасад были канонического типа, с уменьшением величины боковых интерколумниев. Колонны слегка расширялись в центральной части (энтазис) и имели 20 каннелюр, в то время, как эхины капителей были немного сплюснуты (этот элемент позволяет датировать возраст колонн). Наос, не имевший внутренних опор, завершался опистодомом. – Желобки, по которым стекала дождевая вода, были выполнены в форме свирепых львиных морд, в то время, как позолоченный щит на восточном фронтоне (виа Рома) служил указателем для моряков, прибывавших или уезжавших из Сиракуз.

sabato 14 giugno 2008

Le morbide figure
di Gianfranco Bevilacqua
Gli scultori amano sfidare lo spazio; a volte lo chiudono dentro le forme e a volte lo allontanano, altre volte ancora lo spingono dentro i corpi fino a imprimere dinamismo alla materia. In ogni caso si dice che la scultura sia essenzialmente una forma chiusa o aperta nello spazio o, se preferite, uno spazio tagliato dalla materia.Gianfranco Bevilacqua conosce bene questo giuoco di vuoti e di pieni e imprime alle sue sculture una flessuosità e una morbidezza di linee che ci riportano da un lato alla scultura classica e dall’altro al dinamismo della concezione futurista.I corpi in movimento, le membra protese al cielo, i corpi allungati e vuoti, le vesti che si aprono in larghe pieghe che modellano le forme, tutto è mosso dall’aria che entra in queste sculture e pare che uno spirito creatore, soffio vento turbine, dia vita all’informe materia che si fa figura fluttuante nello spazio.Sono figure in creta monocroma, da 50 a 60 centimetri di altezza, di un marrone caldo, colore della terra, di una serena eleganza, belle da vedersi e da girare da tutte le parti. Sono generalmente corpi femminili, forse perché i nudi e i seminudi femminili meglio si prestano alla rappresentazione della linea morbida e flessuosa; e sono anche sculture originali, nuove nel panorama dell’arte della creta che siamo abituati a vedere.Bevilacqua ha realizzato anche cristi e presepi, cavalli e alberi, rocce e mantelli, oltre alle figure umane; in tutto l’artista vede movimento e azione. Bisogna dire che vi si trovano, in questa scultura, le grandi lezioni stilistiche del novecento: si è parlato di futurismo per la concezione stessa dell’opera ma come non vedere nelle forme ondose e ardite che si alzano nello spazio il disegno dell’arte concettuale e di quella astratta, o l’essenza stessa di un espressionismo che parte dall’incoscio e diventa rappresentazione del mondo onirico dell’artista?E come non rilevare lo stretto connubio che s’instaura fra materia, forma e messaggio in quelle statuine i cui corpi sono l’evoluzione stessa dei vestiti o viceversa, e la morbidezza della creta impasta con estrema libertà nature morte e vive, in un disegno fantastico di linee curve che aprono e chiudono intriganti spazi fra le forme circolari ?Bevilacqua è un poeta della creta e possiede uno stile maturo e armonico, fortemente espressivo e suggestivo. Egli teorizza la libertà assoluta della forma anche se condizionata dalla figura; ritiene che la realtà sia un continuum di forme che s’incastrano e si trasformano e che nulla abbia contorni definiti e netti; ci suggerisce un mondo di grande immaginazione, di fascinosi percorsi; crea suggestioni forti anche quando rappresenta figure dolorose e tenta una possibile poetica della bellezza. Tuttavia la lacerazione e il male fanno capolino da alcuni tagli misteriosi che di tanto in tanto feriscono le forme leggiadre e rompono l’armonia della circolarità che si stende sopra le figure. E l’immanente segno del dolore con il quale ogni cosa che vive deve confrontarsi.
Corrado Di Pietro

venerdì 13 giugno 2008

Римский амфитеатр


Римский амфитеатр
Жан Хёйль

Амфитеатр, план которого здесь представлен, равен по величине всем остальным амфитеатрам, известным в Италии и Франции. О его размерах я рассказал в 23-й главе. По размерам он соответствует катанскому амфитеатру. Большой диаметр насчитывает 222 фута, а малый 138 футов. Размеры точны. Я отдал распоряжение провести необходимые замеры, чтобы избежать ошибок. Размеры же катанского амфитеатра, наоборот, очень приблизительны. Сравнивая оба плана, я понимаю, что катанский вариант крупнее. Поскольку амфитеатр Катании представляет собой не архелогическую зону, а окружен домами и садами, я определил площадь арены, не видя точных границ, специально для того, чтобы не преуменьшить ее размеры. Напротив, за границы я принял стены боковых коридоров нижнего этажа, которые вели на арену. Так или иначе, катанский амфитеатр никак не может быть больше сиракузанского: последний имел такое количество ступеней, чтобы вместить соответствующее число зрителей катанского амфитеатра.
Судя по его нынешнему состоянию, можно было бы предположить, что он являлся конструкцией небольшого размера. Это сразу привлекло мое внимание; сначала я думал, что он представлял собой нечто вроде одеона, абсолютно круглого, сравнимого с катанским театром, но лучше изучив зону, благодаря высоте скалы С, обнаружил, что он поворачивается параллельно галерее и ступеням, при этом верхняя часть непрерывно наклонена, ступени удлинялись и вся конструкция довольно сильно поднималась. Если бы разрушенную часть этого здания можно было соединить с той, что сохранилась, нет сомнений, что амфитеатр Сиракузы сравнился бы по красоте с катанским.
Поскольку тут представлена только нижняя часть, т.е. самая узкая, то можно вообразить каким большим, высоким и величественным было все здание целиком (еще с 2-3 ярусами ступеней). Поскольку архитектура этой страны всегда выделялась своей красотой и торжественностью, не ошибемся, если предположим, что это здание было одним из самым неординарных из всех ранее постороенных. Чтобы лучше убедить читателя, в следующей главе я приглашаю сравнить размер этого плана от А до В с первым ярусом трибун театра; театр буквально вырастет перед вашими глазами, благодаря двум верхним ярусам, таким образом, вы сможете предствить все красоту и грандиозность амфитеатра.
Галерея D окружала все здание и представляла в проходах, т.е. боковых коридорах ЕЕ, ответвления для выхода на арену. Галерея была закрыта в зонах, обозначенных FF. Вокруг здания располагались помещения GG, куда можно было пройти из средней галереи. Эти помещения представляли собой магазины, где продавались различные товары, необходимые для представлений. Нет сомнений, что кроме обычных игр, проходивших во всех амфитеатрах, также устраивались водные игры и морские бои, подобные римским. Амфитеатр, выдолбленный в скале, легко заполнялся водой, превращаясь в озеро. Вода из акведуков поступала в верхнюю часть здания (акведуки обозначены буквой S) и доходила до амфитеатра, который располагался неподалеку.
Я не смог найти вход, который вел снаружи к окружной галерее, но убежден, что существовали по крайней мере два таких входа: один на юге (Н) и другой на западе (I), т.к. недалеко от арены, по направлению к югу, уровень земли понижается. Я заметил несколько углублений, которые навели меня на мысль, что в ходе дальнейших раскопок, можно отыскать два подземных входа в галерею. На плане отображено то, что мне удалось обнаружить, все остальное находится под руинами в результате обрушения свода.

mercoledì 30 aprile 2008

Nonsoloritratti

Filmato realizzato Da Salvotore Trommino per la Galleria Roma

lunedì 17 dicembre 2007

Fischietti di terracotta



Fischietti di terracotta
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Anche i fischietti di terracotta in quanto produzioni un tempo ritenute povere e che per un periodo hanno rischiato l’estinzione, sono oggi considerati oggetti di Arte popolare e giustamente collocati nei vari Musei Etnoantropoligici.
Il Pitrè diceva che la vera storia di un paese non è solo quella che racconta di guerre, istituti giuridici e vicende, ma è soprattutto quella che ci racconta “delle credenze, delle costumanze”, che possiamo meglio definire con il termine di “Folklore”........

Rodolfo Cristina


Rodolfo Cristina

Il mondo dipinto da Rodolfo Cristina non esiste più. La realtà rappresentata nei suoi quadri è ormai irrimediabilmente sparita, e bisogna guardare le opere che il pittore pozzallese ha lasciato a noi posteri come se fossero una piccola recherche attraverso cui, nei suoi nostalgici frammenti, si può ricostruire Vaspetto esteriore e lo spirito dominante d'un mondo e d'un tempo scomparso. Nel momento stesso in cui Cristina si metteva all'opera, del resto, il suo era già l'atteggiamento nostalgico di chi ricorda un mondo lontano eppure sentito ancora come spiritualmente proprio: il pittore era infatti lontano dai luoghi natii, essendosi trasferito nella grande città, a Roma, in cerca di fortuna. Quel che voglio dire è che alla nostalgia che i suoi quadri portano con sé per naturale dettato ed intrinseca forma (essendo lo specchio d'un mondo scomparso) s'aggiunge la nostalgia con cui il pittore stesso s'era accinto a ricordare il mondo visto con gli occhi della gioventù. Perché, lo ripeto, quel mondo fa ormai parte d'un lontano passato. Oggi, e lo si ripete fino alla sazietà, viviamo in un'epoca consumistico-industriale che sta purtroppo distruggendo le civiltà arcaico-contadine rispecchiate dalla pittura di Cristina. Ad esempio, chi decida d'andare a Pozzallo (paese natale del pittore) scopre con sorpresa che ''quel piccolo paese" di pescatori (tale era la definizione datane dai primi critici del Cristina) è oggi un grosso centro turistico dove non c'è quasi più traccia né di contadini né di pescatori.
Dario Bellezza